Mi piaceva, papà, anzi mi affascinava, quei sabato sera in cui arrivavi con la corriera da Padova (e noi ad aspettarti, fra ansiosi ed elettrizzatialla fermata davanti a Speranzon, vicino al distributore "Coreco") quella tua aria un po' misteriosa; mi affascinava la borsa di cuoio scuro da cui estraevi l'ultimo numero dell'"Oggi" (lo stupendo"Oggi" in bianco e nero degli anni '50), mi affascinavano quel tuo odore di fumo e di dopobarba, la calma superiore con cui disegnavi (chissà che cos'erano, quelle linee perfette: forse gli schizzi della casa), l'aria cittadina che portavi con le novità dell'ufficio ("Forleo...Pensini..." rispondevi alla domanda della mamma: "Che si dice alla Còrte?", con l'imitazione dellla "o" aperta siciliana), La tua espressione seria, di compunzione quasi tragica durante la Messa, e quelle storie meravigliose sulle motonavi attraccate al porto che ci raccontavi per farci addormentare ("la Saturnia: entrai in una sala tutta rossa: rosso il soffitto, rosse le pareti, rosso il tappeto, poi in una sala tutta blu...", e noi bambini sognavamo). Ti sedevi sulla sedia a dondolo, la domenica pomeriggio, ed erano momenti dolcissimi: gli unici di tutta la nostra infanzia in cui la famiglia era unita. Poi ripartivi...per ritornare il sabato successivo.
sabato 18 febbraio 2012
Caro papà
Mi piaceva, papà, anzi mi affascinava, quei sabato sera in cui arrivavi con la corriera da Padova (e noi ad aspettarti, fra ansiosi ed elettrizzatialla fermata davanti a Speranzon, vicino al distributore "Coreco") quella tua aria un po' misteriosa; mi affascinava la borsa di cuoio scuro da cui estraevi l'ultimo numero dell'"Oggi" (lo stupendo"Oggi" in bianco e nero degli anni '50), mi affascinavano quel tuo odore di fumo e di dopobarba, la calma superiore con cui disegnavi (chissà che cos'erano, quelle linee perfette: forse gli schizzi della casa), l'aria cittadina che portavi con le novità dell'ufficio ("Forleo...Pensini..." rispondevi alla domanda della mamma: "Che si dice alla Còrte?", con l'imitazione dellla "o" aperta siciliana), La tua espressione seria, di compunzione quasi tragica durante la Messa, e quelle storie meravigliose sulle motonavi attraccate al porto che ci raccontavi per farci addormentare ("la Saturnia: entrai in una sala tutta rossa: rosso il soffitto, rosse le pareti, rosso il tappeto, poi in una sala tutta blu...", e noi bambini sognavamo). Ti sedevi sulla sedia a dondolo, la domenica pomeriggio, ed erano momenti dolcissimi: gli unici di tutta la nostra infanzia in cui la famiglia era unita. Poi ripartivi...per ritornare il sabato successivo.
martedì 31 gennaio 2012
Ricordi di basket 1970.
Pellegrini, Dall'Orto, Fagarazzi, Caburlotto, Ghezzo. Questi i cinque acquisti dell'USSE dal Basket Lido in quell'estate del '70. Poi c'erano i "vecchi" Vianello (Ilio), Mayerle, Garuti e Venturini, infine i "giovani" Kucich e Omacini. Io ero finito fuori rosa. Però di quella riunione nella vecchia sede dell'USSE (e della DC di Sant'Elena), in cui si gettarono le basi dello "squadrone", resta per me memorabile.)
Ma se...
Ma se nel 2000 l'intera città di Mestre si sollevò contro di me perché avevo avuto l'inaudito ardire di leggere in classe qualche passo di Richard Harwood e di Jurgen Graf; se la "Nuova Venezia" titolò il 27 genaio 2011 "L'ombra di Franco Damiani sulla giornata della memoria"; se duemila persone "chiesero" con uova, sassi e petardi il mio immediato licenziamento; se da luglio a settembre ci fu una campagna di stampa pazzesca, con insulti quotidiani e interventi di soloni quasi tutti nella stessa direzione, mentre io mi maceravo di non poter rispondere perchè, dopo aver superato un'ispezione da me stesso invocata, ne avevano ordinata un'altra chiaramente intimidatoria...
Mi domando, che sarebbe sucesso se, anziché un paio di paginette, avessi letto le intere opere in questione o magari i libri del Professor Furisson, le oltre seicento pagine delle "Camere a gas di Auschwitz" di Carlo Mattogno o "La mistificazione del XX secolo" di Arthur Butz? Mi avrebbero carcerato, fucilato, bruciato sul rogio?
Non è stato, visto a distanza di undici anni, un gigantesco fenomeno di idiozia e di isteria collettiva?
Fecero di me una sorta di capostipitre e di unico esponente del revisionismo olocaustico, cheinvece avevo appena conosciuto, mentre da vent'anni esistevano le opere del prof. Faurisson e da oltre quaranta quelle di Paul Rassinier?
Ripeto: non è pazzescamente, mostruosamente ridicolo tutto ciò? E non c'è a venezia e mestre nessuno che si sia vergognato?
Mi domando, che sarebbe sucesso se, anziché un paio di paginette, avessi letto le intere opere in questione o magari i libri del Professor Furisson, le oltre seicento pagine delle "Camere a gas di Auschwitz" di Carlo Mattogno o "La mistificazione del XX secolo" di Arthur Butz? Mi avrebbero carcerato, fucilato, bruciato sul rogio?
Non è stato, visto a distanza di undici anni, un gigantesco fenomeno di idiozia e di isteria collettiva?
Fecero di me una sorta di capostipitre e di unico esponente del revisionismo olocaustico, cheinvece avevo appena conosciuto, mentre da vent'anni esistevano le opere del prof. Faurisson e da oltre quaranta quelle di Paul Rassinier?
Ripeto: non è pazzescamente, mostruosamente ridicolo tutto ciò? E non c'è a venezia e mestre nessuno che si sia vergognato?
Alla preside sulla "festa di Natale" 2011
Gent.ma signora Preside,
mi dispiace ma non sono d'accordo. La Sua risposta nasce dall'assunto
che le bestemmia sia grave perché e nei limiti in cui offende le opinioni (o
la sensibilità) di qualcuno. Ma anche se per assurdo nessuno se ne sentisse
offeso (si sa che oggi la "sensibilità è assai molle al riguardo), la
bestemmia costituirebbe ugualmente un peccato gravissimo giacché offende
direttamente e oggettivamente il Creatore (che non è "mio" o "tuo", giacché
tutti ci ha creati). Inoltre assimilare tale atto a una qualsiasi altra
mancanza disciplinare significherebbe parificare l'insulto a Dio ad altra
mancanza assai più banale come per esempio il danneggiamento di un
estintore. Il che forse sarebbe ancor più grave della bestemmia. Per questo
mi sono permesso di collegare quella bestemmia (peraltro non ho mai sentito
nessun docente intervenire al riguardo e mi sono creato io la fama di
rompiscatole, talché ritengo che almeno alcune di queste bestemmie siano
proprio un atto di sfida al sottoscritto) all'occultamento del Natale,
poiché ritengo che se la scuola per prima dà l'esempio di "vergognarsi" di
Dio, gli studenti già portati di per sé alla "trasgressione" se ne sentano
autorizzati ad andare ancor di più oltre le righe.
Con osservanza
Prof. Franco Damiani
-
>>
>> La ringrazio, signora Preside, della Sua risposta. Sicuramente ci sono
>> "altri luoghi" che hanno il compito di "curare la spiritualità
>> religiosa",
>
>> tuttavia sentendo le frequenti bestemmie che studenti del Pertini e/o
>> del
>
>> Newton pronunciano quasi quotidianente nei pressi della scuola e a bordo
>> degli autobus, mi sovviene che per il laico Gentile la religione era "il
>> vertice e il coronamento" dell'educazione, né credo che una scuola alla
> cui
>> uscita gli studenti bestemmiano possa dormire sonni tranquilli pensando
>> di
>
>> aver assolto tutti i suoi doveri. Penso al contrario che ci vorrebbe una
>> salutare riflessione da parte di tutti. Oggi, alla fermata dell'autobus
> sul
>> retro, ho sentito una bestemmia fragorosa che mi ha fatto veramente
>> vergognare di essere un insegnante della nostra scuola. Non sono
>> intervenuto, come ho fatto tante altre volte, sia perché avevo i minuti
>> contati sia perché il bestemmiatore era alle mie spalle. Mi sono
>> limitato,
>
>> come ormai faccio sistematicamente, a recitare tra me e me, a mo' di
>> riparazione, le litanie del Nome di Gesù.
>> Un cordiale saluto
>>
>>
>>
>> Gent. ma signora preside,
>> >>
>> >> volevo comunicarLe alcune riflessioni sulla cosidedtta "festa
>> >> di Natale" tenutatsi nella nostra scuola il 23 dicembre. Già entrare
>> >> in
>> > classe,
>> >> in seconda liceo, e trovarsi davanti studenti vestiti da Babbo Natale
> non
>> > è
>> >> stato particolarmente piacevole e tale clima ridanciano ha reso di
> fatto
>> >> impossibile svolgere i previsti trentacinque minuti di lezione.
>> >> In questi giorni il sottoscritto ha spiegato in una classe il
>> >> "Natale" del Manzoni, e letto "La notte santa" di Gozzano, in un'altra
>> > "Racconto
>> >> di Natale" e in un'altra ancora "Troppo Natale" e "Strano efnomeno" di
>> > Buzzati.
>> >> Nella classe di latino ho dato da imparare il testo di "Adeste
>> >> fideles"
> e
>> > di
>> >> "Puer natus", nonché da tradurre per casa il Vangelo della Messa di
>> > mezzanotte.
>> >> In tutte e tre le classi ho assegnato un tema a soggetto natalizio. Ho
>> > cercato
>> >> insomma per quanto possibile di far vivere, con gli strumenti a mia
>> >> disposizione, il clima natalizio (andando naturalmente al di là di
> quanto
>> >> riportato dalle antologie che, impostate secondo rigidi criteri
>> >> strutturalistici, non prevedono intermezzi di questo tipo). Mi è parso
>> > però che
>> >> a parte il sottoscritto nessuno si sia preoccupato di spiegare agli
>> > studenti il
>> >> significato di questa festa che ricorda il più grande avvenimento
>> >> della
>> > storia
>> >> umana (mentre si profondono iniziative e mezzi per ricorrenze assai
> meno
>> >> importanti). Un tempo gli studenti venivano accompagnati durante
>> >> l'Avvento
>> > da
>> >> una serie di conversazioni spirituali, culminanti poi, l'ultimo giorno
> di
>> >> scuola, nella partecipazione comune alla S. Messa. Oggi sembra che
>> >> l'unico
>> > modo
>> >> che i giovani conoscono per "festeggiare" sia assordarsi con la musica
>> > rock, a
>> >> Natale così come a Carnevale, a Pasqua o alla fine dell'anno. Non
>> >> crede
>> > che
>> >> sarebbe invece compito della scuola educarli a cogliere la specificità
>> > delle
>> >> singole ricorrenze e a viverle tutte nel loro autentico spirito, che
> nel
>> > caso
>> >> del natale non può non essere una gioia raccolta, sobria, interiore?
>> >> Le scuole ormai si vergognano , in nome di una malintesa
>> >> "laicità", di rappresemntare l'immagine del Salvatore (fra le
>> >> innumerevoli
>> >
>> >> realizzazioni grafiche degli studenti in mostra sulle pareti non ce
>> >> n'è
>> > una di
>> >> soggetto religioso), e il Natale è solo festoni, alberelli, ghirlande
>> >> e
>> >> null'altro. In assenza anche di un presepio purchessia, ho provveduto
> io
>> > a
>> >> farne allestire un paio dalle mie classi. Così almeno in un angolino
>> >> delle
>> > aule
>> >> il Salvatore del mondo, respinto da sedi più prstigiose, ha trovato un
>> >> po'
>> > di
>> >> spazio.
>> >> Ma lasciamo pure da parte il discorso religioso: anche così la
>> >> giornata di oggi è stata pesante per tutti, in particolare per i
> docenti,
>> >> costretti a passare un'intera mattinata da baby sitter. Dal momento
>> >> che
>
>> >> le
>> >
>> >> scuole "concorrenti" hanno fatto altre scelte (al "Nievo" cinque ore
>> >> di
>> > scuola,
>> >> al "Pertini" pure), non crede che esse abbiano dato una maggiore
> immagine
>> > di
>> >> serietà? le sembra serio che si organizzino dall'oggi al domani
>> >> "laboratori", cui tutti sono costretti a partecipare e che durano
>> > "l'espace d'un
>> >> matin", senza nessuna ricaduta, almeno per quanto mi riguarda,
>> > sull'attività
>> >> didattica? Peraltro, a quel che ho visto, tali fantomatici
>> >> "laboratori"
>> >> consistevano in crocchi di persone dall'aria annoiata, impegnati
>> > soprattutto a
>> >> far passare il tempo, mentre intorno volteggiavano altri gruppi
> dall'aria
>> >> parimenti sfaccendata. Tutto questo per la bellezza di tre ore, più
>> >> una
>
>> >> di
>> >
>> >> "appello e contrappello". Era proprio impossibile, se non si voleva,
> come
>> >
>> >> pure qualcuno ha fatto, lasciare tutti a casa, organizzare invece, per
>> > esempio,
>> >> un semplice concerto natalizio, come altre scuole anche di grado
>> >> inferiore
>> > fanno
>> >> fanno e come la nostra stessa scuola fece qualche anno fa? Credo che
>> > kermesse
>> >> come quella odierna si addicano più a centri sociali o discoteche che
>> >> a
>> >> istituzioni educative.
>> >>
>> >> Con osservanza
>> >>
>> >> Prof. Franco Damiani
mi dispiace ma non sono d'accordo. La Sua risposta nasce dall'assunto
che le bestemmia sia grave perché e nei limiti in cui offende le opinioni (o
la sensibilità) di qualcuno. Ma anche se per assurdo nessuno se ne sentisse
offeso (si sa che oggi la "sensibilità è assai molle al riguardo), la
bestemmia costituirebbe ugualmente un peccato gravissimo giacché offende
direttamente e oggettivamente il Creatore (che non è "mio" o "tuo", giacché
tutti ci ha creati). Inoltre assimilare tale atto a una qualsiasi altra
mancanza disciplinare significherebbe parificare l'insulto a Dio ad altra
mancanza assai più banale come per esempio il danneggiamento di un
estintore. Il che forse sarebbe ancor più grave della bestemmia. Per questo
mi sono permesso di collegare quella bestemmia (peraltro non ho mai sentito
nessun docente intervenire al riguardo e mi sono creato io la fama di
rompiscatole, talché ritengo che almeno alcune di queste bestemmie siano
proprio un atto di sfida al sottoscritto) all'occultamento del Natale,
poiché ritengo che se la scuola per prima dà l'esempio di "vergognarsi" di
Dio, gli studenti già portati di per sé alla "trasgressione" se ne sentano
autorizzati ad andare ancor di più oltre le righe.
Con osservanza
Prof. Franco Damiani
-
>>
>> La ringrazio, signora Preside, della Sua risposta. Sicuramente ci sono
>> "altri luoghi" che hanno il compito di "curare la spiritualità
>> religiosa",
>
>> tuttavia sentendo le frequenti bestemmie che studenti del Pertini e/o
>> del
>
>> Newton pronunciano quasi quotidianente nei pressi della scuola e a bordo
>> degli autobus, mi sovviene che per il laico Gentile la religione era "il
>> vertice e il coronamento" dell'educazione, né credo che una scuola alla
> cui
>> uscita gli studenti bestemmiano possa dormire sonni tranquilli pensando
>> di
>
>> aver assolto tutti i suoi doveri. Penso al contrario che ci vorrebbe una
>> salutare riflessione da parte di tutti. Oggi, alla fermata dell'autobus
> sul
>> retro, ho sentito una bestemmia fragorosa che mi ha fatto veramente
>> vergognare di essere un insegnante della nostra scuola. Non sono
>> intervenuto, come ho fatto tante altre volte, sia perché avevo i minuti
>> contati sia perché il bestemmiatore era alle mie spalle. Mi sono
>> limitato,
>
>> come ormai faccio sistematicamente, a recitare tra me e me, a mo' di
>> riparazione, le litanie del Nome di Gesù.
>> Un cordiale saluto
>>
>>
>>
>> Gent. ma signora preside,
>> >>
>> >> volevo comunicarLe alcune riflessioni sulla cosidedtta "festa
>> >> di Natale" tenutatsi nella nostra scuola il 23 dicembre. Già entrare
>> >> in
>> > classe,
>> >> in seconda liceo, e trovarsi davanti studenti vestiti da Babbo Natale
> non
>> > è
>> >> stato particolarmente piacevole e tale clima ridanciano ha reso di
> fatto
>> >> impossibile svolgere i previsti trentacinque minuti di lezione.
>> >> In questi giorni il sottoscritto ha spiegato in una classe il
>> >> "Natale" del Manzoni, e letto "La notte santa" di Gozzano, in un'altra
>> > "Racconto
>> >> di Natale" e in un'altra ancora "Troppo Natale" e "Strano efnomeno" di
>> > Buzzati.
>> >> Nella classe di latino ho dato da imparare il testo di "Adeste
>> >> fideles"
> e
>> > di
>> >> "Puer natus", nonché da tradurre per casa il Vangelo della Messa di
>> > mezzanotte.
>> >> In tutte e tre le classi ho assegnato un tema a soggetto natalizio. Ho
>> > cercato
>> >> insomma per quanto possibile di far vivere, con gli strumenti a mia
>> >> disposizione, il clima natalizio (andando naturalmente al di là di
> quanto
>> >> riportato dalle antologie che, impostate secondo rigidi criteri
>> >> strutturalistici, non prevedono intermezzi di questo tipo). Mi è parso
>> > però che
>> >> a parte il sottoscritto nessuno si sia preoccupato di spiegare agli
>> > studenti il
>> >> significato di questa festa che ricorda il più grande avvenimento
>> >> della
>> > storia
>> >> umana (mentre si profondono iniziative e mezzi per ricorrenze assai
> meno
>> >> importanti). Un tempo gli studenti venivano accompagnati durante
>> >> l'Avvento
>> > da
>> >> una serie di conversazioni spirituali, culminanti poi, l'ultimo giorno
> di
>> >> scuola, nella partecipazione comune alla S. Messa. Oggi sembra che
>> >> l'unico
>> > modo
>> >> che i giovani conoscono per "festeggiare" sia assordarsi con la musica
>> > rock, a
>> >> Natale così come a Carnevale, a Pasqua o alla fine dell'anno. Non
>> >> crede
>> > che
>> >> sarebbe invece compito della scuola educarli a cogliere la specificità
>> > delle
>> >> singole ricorrenze e a viverle tutte nel loro autentico spirito, che
> nel
>> > caso
>> >> del natale non può non essere una gioia raccolta, sobria, interiore?
>> >> Le scuole ormai si vergognano , in nome di una malintesa
>> >> "laicità", di rappresemntare l'immagine del Salvatore (fra le
>> >> innumerevoli
>> >
>> >> realizzazioni grafiche degli studenti in mostra sulle pareti non ce
>> >> n'è
>> > una di
>> >> soggetto religioso), e il Natale è solo festoni, alberelli, ghirlande
>> >> e
>> >> null'altro. In assenza anche di un presepio purchessia, ho provveduto
> io
>> > a
>> >> farne allestire un paio dalle mie classi. Così almeno in un angolino
>> >> delle
>> > aule
>> >> il Salvatore del mondo, respinto da sedi più prstigiose, ha trovato un
>> >> po'
>> > di
>> >> spazio.
>> >> Ma lasciamo pure da parte il discorso religioso: anche così la
>> >> giornata di oggi è stata pesante per tutti, in particolare per i
> docenti,
>> >> costretti a passare un'intera mattinata da baby sitter. Dal momento
>> >> che
>
>> >> le
>> >
>> >> scuole "concorrenti" hanno fatto altre scelte (al "Nievo" cinque ore
>> >> di
>> > scuola,
>> >> al "Pertini" pure), non crede che esse abbiano dato una maggiore
> immagine
>> > di
>> >> serietà? le sembra serio che si organizzino dall'oggi al domani
>> >> "laboratori", cui tutti sono costretti a partecipare e che durano
>> > "l'espace d'un
>> >> matin", senza nessuna ricaduta, almeno per quanto mi riguarda,
>> > sull'attività
>> >> didattica? Peraltro, a quel che ho visto, tali fantomatici
>> >> "laboratori"
>> >> consistevano in crocchi di persone dall'aria annoiata, impegnati
>> > soprattutto a
>> >> far passare il tempo, mentre intorno volteggiavano altri gruppi
> dall'aria
>> >> parimenti sfaccendata. Tutto questo per la bellezza di tre ore, più
>> >> una
>
>> >> di
>> >
>> >> "appello e contrappello". Era proprio impossibile, se non si voleva,
> come
>> >
>> >> pure qualcuno ha fatto, lasciare tutti a casa, organizzare invece, per
>> > esempio,
>> >> un semplice concerto natalizio, come altre scuole anche di grado
>> >> inferiore
>> > fanno
>> >> fanno e come la nostra stessa scuola fece qualche anno fa? Credo che
>> > kermesse
>> >> come quella odierna si addicano più a centri sociali o discoteche che
>> >> a
>> >> istituzioni educative.
>> >>
>> >> Con osservanza
>> >>
>> >> Prof. Franco Damiani
lunedì 30 gennaio 2012
Belati (24/3/2010)
Bela da Albano don Davide Pagliarani sulla visita di quel "simpaticone" di Ratzinger in sinagoga; da Rimini gli risponde, su "Falsitas", pardon "Veritas", il belato di don Pierpaolo Pietrucci sulla visita dello stesso "simpaticone" al tempio luterano.
Il lettore non addentro rischia di smarrirsi: ma allora la FSSPX è sempre sulle stesse posizioni?
Riflettiamo un attimo: don Davide è colui che cacciò come un cane don Floriano dalla Fraternità per la "colpa" di aver rigettato, in linea con la posizione del fondatore e con quella quarantennale della stessa Fraternità, una "revoca di scomunica" la cui accettazione (entusiastica, per giunta) significava implicitamente riconoscersi rei del delitto di scisma, cioè sconfessare tutto quanto fatto e detto in quei quarant'anni. Don Pierpaolo è colui che, nonostante le proteste di amicizia e di piena sintonia, non mosse un dito per impedire quell'espulsione, particolarmente odiosa perché offerta quasi quale pegno per le benevolenza del Vaticano modernista.
Quindi queste due persone hanno scelto.
Tra don Floriano, loro confratello fino al giorno prima, e Ratzinger che va in visita alle sinagoghe, alle moschee e ai templi degli eretici, hanno scelto Ratzinger.
Tra don Floriano che brucia il Vaticano II e Ratzinger che lo esalta ogni giorno, tra don Floriano che celebra Messe di riparazione per quegli scandali e Ratzinger che quegli scandali perpetra, hanno scelto Ratzinger.
I loro belati a uso interno non cambiano questa realtà, e non ingannino quindi nessuno.
Il lettore non addentro rischia di smarrirsi: ma allora la FSSPX è sempre sulle stesse posizioni?
Riflettiamo un attimo: don Davide è colui che cacciò come un cane don Floriano dalla Fraternità per la "colpa" di aver rigettato, in linea con la posizione del fondatore e con quella quarantennale della stessa Fraternità, una "revoca di scomunica" la cui accettazione (entusiastica, per giunta) significava implicitamente riconoscersi rei del delitto di scisma, cioè sconfessare tutto quanto fatto e detto in quei quarant'anni. Don Pierpaolo è colui che, nonostante le proteste di amicizia e di piena sintonia, non mosse un dito per impedire quell'espulsione, particolarmente odiosa perché offerta quasi quale pegno per le benevolenza del Vaticano modernista.
Quindi queste due persone hanno scelto.
Tra don Floriano, loro confratello fino al giorno prima, e Ratzinger che va in visita alle sinagoghe, alle moschee e ai templi degli eretici, hanno scelto Ratzinger.
Tra don Floriano che brucia il Vaticano II e Ratzinger che lo esalta ogni giorno, tra don Floriano che celebra Messe di riparazione per quegli scandali e Ratzinger che quegli scandali perpetra, hanno scelto Ratzinger.
I loro belati a uso interno non cambiano questa realtà, e non ingannino quindi nessuno.
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